Le proposte del Tavolo della Meccanica per superare la crisi Coronavirus

Prima riunione online con 123 partecipanti

Mercoledì 25 marzo si è svolta una riunione del Tavolo della Meccanica Piemonte, allargata al Tavolo della Meccanica dell’Adriatico, con 123 partecipanti collegati online tramite la segreteria della Compagnia delle Opere per discutere delle conseguenze economiche legate all’emergenza Coronavirus.

Giovanni Gai, coordinatore del Tavolo della Meccanica Piemonte, ha introdotto la discussione sottolineando come la crisi di questi giorni possa avere ripercussioni persino peggiori di quella del 2009 e invitando tutti a sostenersi a vicenda, senza timore di chiedere aiuto ai colleghi; pensiero condiviso da David Bracciale coordinatore del Tavolo della Meccanica dell’Adriatico.

Giovanni Gemmani, presidente di SCM Group, azienda produttrice di macchine per il settore legno con 3.600 dipendenti, ha condiviso alcune riflessioni prendendo spunto dalla domanda «Qual è il nostro primo bisogno in questa situazione?», con valutazioni sui tempi per tornare alla normalità (che appaiono lunghi) e sulla necessità di sostenere i fornitori in un momento di estrema difficoltà: «Stiamo vivendo – ha concluso Gemmani – un cambiamento d’epoca che dovrà indurci a una maggiore solidarietà e a un’amicizia operativa e leale».

Tra gli interventi che si sono succeduti sono emerse con forza le richieste di non interrompere i pagamenti e i flussi di cassa per salvaguardare le filiere produttive e di rafforzare le imprese tramite accordi commerciali e fusioni.

«Le imprese del settore meccanico – ha sottolineato Giovanni Gai al termine della riunione – generano un fatturato di 1.800 miliardi di euro all’anno, circa 150 miliardi al mese, ed è perciò necessario un impegno consistente dello Stato per aiutare le aziende a superare questa crisi».

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